25/09/2010

La Nuova ItaliaDigitale di Franco Bernabè

Gianluca Neri, patron del BlogFest, e Luca Sofri, Wittgenstein, intervistano Franco Bernabè, Ad di Telecom Italia.


banner_bernabe.jpgGIANLUCA NERI: Come si è evoluta la blogosfera?
FRANCO BERNABE': "Trovo che la blogosfera sia una parte importante della convergenza delle nuove tecnologie in Italia" [...] "La crescita dei social network", d'altronde, "è indice del desiderio di far sentire la propria voce."

G. N.: Cosa sta succedendo con la banda larga?
F.B.: "Parlare di banda larga non è appropriato. E' il caso, invece, di parlare di banda ultra larga poiché, nonostante le difficoltà, è diffusa al 96% della popolazione." L'Ad di Telecom Italia sottolinea la sua fiducia nella Broadband strategy (indicazione degli obiettivi in relazione ai target che tutti i Paesi dell'UE si sono dati), e ancor più nello Spectrum policy program: "con l'apertura dello spettro, la limitazione delle frequenze usate dalla televisione e la destinazione di queste frequenze alla banda larga siamo destinati a fare la differenza."

"In Italia, al momento, stiamo vivendo un gap per quanto riguarda la banda ultralarga fissa: ma il fatto che cresca la banda ultralarga mobile fa sì che questo divario possa chiudersi rapidamente."

"La diffusione degli smartphone e l'ingresso dei Tablet sta facendo in modo che l'ergonomia di uso degli interfaccia hardware venga soddisfatta dalla diversa tipologia di schermi" - e la tipologia di interfaccia sarà destinata ad articolarsi ulteriormente.

"Il fatto che cresca la banda larga mobile è estremamente positivo". La banda mobile è destinata a trascinare la banda ultralarga fissa . "Nelle case degli italiani," ricorda Franco Bernabè, "c'è sempre più gente che usa il mobile": diventa quindi sempre più importante impotenziare la rete fissa per scaricare questa quantità di traffico.


Franco Bernabè la blogsfera e le nuove tecnologie
Caricato da MyBlogFest2010. - Recensioni Hi-Tech e documentari

"Abbiamo di recente chiesto all'Autorità delle Comunicazioni la possibilità di avviare la commercializzazione della banda ultralarga perlomeno a Roma e a Milano, mentre avvieremo l'offerta di servizi per la banda ultralarga a 100 megabit in sei città italiane: Roma, Milano, Torino, Bari, Catania e Venezia."

"Finora, abbiamo visto prevalere il dominio del monopolio Microsoft-Intel (dal 1981 in avanti)", ma con i nuovi sistemi operativi always-on, inutile dirlo, il mondo è destinato a cambiare rapidamente.

LUCA SOFRI: Si parla molto dei tablet e degli e-book di Telecom: cosa c'entra Telecom Italia con gli e-book?
F.B.: "Io sono convinto, e l'ha dimostrato la Apple, che l'integrazione tra hardware, software e servizi sia fondamentale. Apple ha un sistema chiuso che tutti noi amiamo e odiamo." E il problema dell'hardware è stato sottovalutato dagli operatori.

"Noi crediamo nel marchio Olivetti e crediamo che possa essere rilanciato ed è per questo che stiamo uscendo con il Tablet della Olivetti."

"E-reader è una piattaforma che noi mettiamo a disposizione degli editori in modo tale che ognuno possa gestirsi la propria infrastruttura. Credo che progressivamente ci saranno sempre più terminali specializzati."

"Non sono convinto che il futuro possa essere ancora quello del one size fits all. Ci saranno diversi terminali e diversi soggetti che opereranno."
Alla fine, "comanda il cliente" e quel che conta è rendere disponibile al cliente tutto quello che faciliti la sua vita.

L.S.: C'è in Telecom, al di là delle discussioni sulla crescita tecnologica e la banda larga, un pensiero sul proprio ruolo etico-morale di possibile traino della crescita e del reinvestimento dell'Italia su un percorso di maggiori speranze, specie da un punto di vista culturale e pedagogico?
F.B.: "Il fatto che io sia tornato in Telecom Italia è stato provocato dalla voglia di riprendere un discorso interrotto otto anni prima e restituire a Telecom Italia il suo ruolo propulsivo a livello nazionale ma anche internazionale. Il nostro è stato uno sforzo di riposizionamento molto forte, rispetto a due anni fa, quando eravamo percepiti come leader un po' cari rispetto ai competitor. Oggi, al contrario, le nostre offerte di Tim sono tra le più competitive sul mercato. Consapevoli del nostro ruolo, oggi, Telecom è un soggetto forte che sta dando impulso all'innovazione."

G.N.: Telecom Italia è un po' come la Rai, è vista come la casa degli italiani? Ci si può aspettare che Telecom abbia un occhio di riguardo diverso rispetto al business puro e finito?
F.B.: "Credo che un'azienda che faccia solo del business non è destinata ad avere successo [...] Una grande azienda deve creare dei sogni, delle aspettative," sentendo la propria responsabilità perché, con oltre 50 milioni di clienti (per il fisso, per il mobile, per Internet), "il nostro ruolo ce lo impone."

12:48 Scritto da: myblog.it in Blogfest 2010 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: blog fest, blogfest 2010, blogfest, franco bernabè | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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